Transizione verde
L’illusione che gli slogan mainstream sottendano una nuova etica del capitalismo è smentita dal dato di fatto della crisi in corso negli approvvigionamenti energetici. La conclamata transizione ecologica è rimandata a un futuro indefinito mentre è certa la veridicità dell’affermazione riportata sul Wall Street Journal del 14 febbraio 2022 (America takes pole position on oil and gas) in merito al superamento delle esportazioni statunitensi di gas naturale liquefatto rispetto alle consegne dei gasdotti continentali.
Agli approvvigionamenti energetici è riconducibile anche la guerra in Siria, allora ancora rubricata alla voce “esportazione della democrazia”. La decisione di organizzare una campagna contro Damasco non sarebbe scaturita dalla Primavera araba del 2011 ma dal rifiuto del presidente siriano Assad del 2009 di sottoscrivere l’accordo per la pipeline da dieci milioni di euro che dal Quatar avrebbe dovuto attraversare Arabia Saudita, Giordania, Siria e Turchia, a favore invece di un altro gasdotto miliardario dall’Iran attraverso Iraq e Siria e con il Libano come destinazione finale. Allo scopo è stata avviata la gigantesca Psyop politico-mediatica che ha fatto apparire come aggressori il governo e tutti quei siriani che si sono opposti alla demolizione dello Stato da parte di gruppi armati, molti di quali stranieri, che ha provocato centinaia di migliaia di morti e milioni di profughi.
La “cabina di regia” della globalizzazione si scontra col fatto che i problemi (le sfide poste dal cambiamento climatico o la gestione delle pandemie, ad esempio) non sono affrontati come temi etici in cui si possa definire il bene e il male, giuridici nei quali si possa stabilire il torto o la ragione e nemmeno soltanto come problemi tecnici ma in qualità di cornici retoriche che definiscono zone grigie nelle quali, in base ai rapporti di forza, vengono distribuiti costi e benefici tra interessi in competizione.
Il gas ha meno impatto rispetto al petrolio nell’emissione di Co2, ma l’impatto c’è, laddove non esistano riserve naturali come nel caso dell’estrazione di gas di scisti attraverso la contestatissima tecnica della fratturazione idraulica, il fracking. Con la stessa tecnica peraltro si estrae anche il petrolio. Si tratta di una trivellazione senza fine perché i pozzi si esauriscono in fretta. Nel 2012, negli Stati Uniti sono stati aperti 45.000 nuovi pozzi. Una corsa all’oro che ha esaltato l’Europa e anche qualche italiano e che ora sembra conoscere una nuova stagione.